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Sustain-Ability taglia il traguardo

Notizie | 29 maggio 2017
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Immagine: Maurice Pefura, Portrait III, 2015. Courtesy of the artist.

Il tempo vola. Sono passati 3 anni in un lampo. E’ la strategia della farfalla…

Parto dal principio perché l’origine delle cose ne custodisce l’essenza e il significato.

Tre anni fa avevamo appena redatto il nostro piano strategico triennale. Avevamo sudato le famose 7 camicie…in teoria, a vederlo sulla carta, ci sembrava tutto molto logico. Trasferirlo sul piano del reale ci sembrava tutto in salita. Ed era evidente che non potevamo farlo da soli.

Così il bando di Fondazione Cariplo – Cultura sostenibile, ci è sembrato un segno preciso. Un miraggio forse. Ma era così perfettamente in linea con il nostro pensiero che dovevamo tentare.

Ora bisognava trovare chi era disposto a provarci con noi. L’idea era bizzarra, la visione troppo ambiziosa: costruire un prototipo di Balanced Score Card per la Cultura. Già il nome era impronunciabile. Se la facciamo, la chiamiamo Pinocchio…così scherzavamo al nostro primo incontro con Nicola Rossi ed Elena Argolini di Kwantis. I primi alleati temerari che rappresentavano l’ago della bilancia: loro sono esperti di risk management, se ci dicono che siamo matti, scegliamo un’altra strada. E invece no. Hanno sposato l’idea con competenza, leggerezza e allegria.

Si è sempre pieni di energia quando si parte per un’escursione. Così, con la stessa baldanza,   abbiamo arruolato anche Bertram Niessen e il team di chefare, e Doppiozero con Why Africa?

Abbiamo discusso e speculato a lungo, ci siamo confrontati e scontrati e confortati a vicenda.

Abbiamo cercato un vocabolario comune, che permettesse a ingegneri gestionali, manager, sociologi, giornalisti e musicisti di “spiegarsi”, di dialogare assieme per dare senso e chiarezza a quello che stavamo facendo. E quando il terreno diventava scivoloso e cedeva…io avevo sempre il mio mantra nella testa: la strategy map dell’Orchestra Lirica di Boston dimostra come la performance organizzativa può essere misurata anche quando il risultato è così intangibile come una bella musica e un’esperienza estetica. [1] Che è un bell’incoraggiamento per chi si chiede come possa la cultura essere misurabile, figuriamoci poi sostenibile e così discorrendo per ben 3 anni.

Ma eccoci qua, con il nostro prototipo: i casi studio, le schede di analisi quantitativa e qualitativa, i fogli excel che spesso sembrano autocoscienti e si rimescolano come pare a loro e così si ricomincia da capo…perché le cose non vanno mai lisce, questo si sa, bisogna quantomeno addomesticarle.

Eppure funziona. In linea di principio intendo. Perché come tutti i prototipi bisogna poi testarli e ritestarli e modificarli, affinarli. La strada è lunga e va presa per gradi.

E’ un po’ come la strategia della farfalla, dicevo all’inizio della storia. Da bruco, a bozzolo, a farfalla. “Due nascite e due morti,  e un insetto dai colori cangianti che vola leggero nell’aria. Ce n’è abbastanza per farne un simbolo e creare racconti mitologici”. [2]

Questo risultato per tutti noi è un po’ così: simbolico e inebriante. Un impegno tosto, che ci ha insegnato molte cose. Era questo il nostro scopo: imparare, condividere in Creative Commons quello che abbiamo imparato, mettere la nostra piccola tessera sul mosaico del futuro collettivo della cultura e della conoscenza. Per certo a noi questo percorso ha regalato una buona dose di sostenibilità. Siamo orgogliosi e grati a tutti coloro che hanno partecipato.

Nel Kit della Balanced Scorecard per la cultura scaricabile da qui trovate il nostro caso studio, da cui siamo partiti, e i casi studio di Atir, Connecting Cultures, Wikimedia Italia. Così come il prototipo di Balanced Score Card per la Cultura. E se vi intimidisce, fate come noi agli esordi, chiamatela Pinocchio…

[1]   Strategy Maps, Converting intangible assets into tangible outcomes. Robert S. Kaplan – David P. Norton HBSP press 2004

[2]   La strategia della farfalla, Marco Belpoliti. Piccola biblioteca Guanda. 2016

 

Testo di Tania Gianesin, Presidente di lettera27.

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